Tornare ad insegnare
Avendo da imparare tutte queste cose significa che l’educazione non ha perso il proprio ruolo ma acquisito nuovi compiti in rapporto a problemi e bisogni inaspettati. Come cultura occidentale imparare a gestire nel miglior modo il processo di mondializzazione-globalizzazione salvaguardando la maggior diversità possibile. A livello individuale, insegnare a convivere con la precarietà, l’incertezza, la frustrazione della scelta, per essere consapevoli e non consolati da rappresentazioni favolistiche della realtà. Insegnare inoltre a ritrovare il contatto con l’esperienza presente del qui ed ora, in un mondo che privilegia qualsiasi cosa sia assente e rappresentabile (desiderabile) mediante simboli. Insegnare inoltre ad essere autonomi in un società che prescrive sempre meno, attraverso la comprensione del senso delle cose ed evitare che l’universo culturale diventi un unico codice simbolico privo di menti in grado di interpretarlo. È ormai superfluo chiedersi se bisogni educare a far di testa propria (tutto sarebbe lecito) o insegnare all’ubbidienza. E’ questa la strategia pedagogica per eccellenza.
