Reti sociali, sostegno sociale e lavoro di rete

Si possono utilizzare i concetti di rete sociale e di sostegno sociale per descrivere la struttura delle relazioni interpersonali che caratterizzano la vita quotidiana.

La psicologia di comunità si è interessata al concetto di rete sociale in quanto rappresenta un insieme di sistemi di complessità crescente tra loro interdipendenti, all’interno dei quali si costituiscono sistemi di sostegno sociale. In generale, si possono distinguere reti sociali primarie e reti tematiche. La prima costituita dai rapporti più prossimi all’individuo, la seconda si costituisce intorno a precisi bisogni dell’individuo.

Marsella e Snyder sostengono che le reti sociali possono essere caratterizzate da quattro dimensioni: la struttura (variabili morfologiche), l’interazione (variabili di relazione), qualità (qualità dei legami), funzione (specifica, svolta dai membri).

Queste dimensioni permettono, in modo diverso, di far adattare l’individuo al proprio contesto e di fornirgli benessere.

Per quanto riguarda il sostegno sociale, si fa riferimento al supporto emotivo, informativo, interpersonale e materiale che si riceve e si scambia nelle reti sociali. Le reti sociali, quindi, contengono sistemi supportivi, che possono essere differenziati in sistemi informali e formali. Il sistema formale comprende le persone più prossime, i gruppi primari, il sistema informale invece, è composto da strutture istituzionali e di professionisti.

Diversi studi hanno dimostrato come reti adeguate e ricche di supporto promuovono benessere psicologico e salute fisica. Si possono qui differenziare due prospettive di indagine. La prima, prevede un sostegno nella vita quotidiana, che abbia un effetto primario sul benessere. Indipendentemente dai livelli di stress, secondo l’effetto primario, il sostegno agisce lungo tutto il corso della vita dell’individuo.

L’altra prospettiva è che il sostegno sociale funga da tampone delle conseguenze dello stress. Si studia quindi il modo in cui le risorse sociali sostengono gli individui che si trovano in difficoltà. Secondo Cohen e Wills, il sostegno sociale può intervenire, riducendo la quantità degli stressor, modificando la percezione degli stressor, alleviando l’impatto con gli stressor e favorendo risposte attive e funzionali.

È importante in questa prospettiva sottolineare che, il rapporto fra rete e sostegno sociale è interattivo e bidirezionale, in quanto la qualità della rete sociale dipende dalle capacità e dalle motivazioni degli individui a mantenere legami significativi. Si può quindi parlare di un modello tridimensionale costituito dalla rete sociale, dal sostegno sociale e dalle capacità individuali.

All’interno delle reti sociali si possono differenziare diverse forme di supporto sociale: sostegno emozionale (comportamenti di ascolto che esprimono interesse e comprensione), sostegno informativo (comprendere e affrontare eventi problematici), sostegno affiliativo (derivante dall’appartenenza a gruppi informali), sostegno strumentale (derivante da servizi, aiuti finanziari, ecc).

I possibili interventi nelle reti sociali possono essere terapeutici o preventivi. Gli interventi terapeutici si realizzano dopo che si è manifestata una condizione di disagio in alcuni individui del gruppo. Questi interventi, centrati sugli individui, mirano a far acquisire la consapevolezza dei conflitti interni, ad aumentare l’integrazione nella rete sociale e alle fonti di sostegno. Un diverso approccio è quello di comunità, che si preoccupa di migliorare le potenzialità degli interventi nelle reti e nei sistemi di sostengo.

Gli interventi individuali sono preceduti da un’analisi dei legami sociali dell’individuo. Si possono così effettuare interventi di miglioramento, adattamento o ridefinizione dei legami, oppure si possono creare terapie di rete, coinvolgendo oltre all’individuo, le persone significative della rete del soggetto.

Per quanto riguarda gli interventi preventivi, soprattutto di prevenzione primaria, hanno lo scopo di migliorare la qualità dello scambio sociale, presupponendo che questo influenza lo stato di  salute (prospettiva effetto primario). Altri interventi, sono di protezione del benessere, coerenti con la prospettiva dell’effetto tampone.

Negli anni si è visto che una modalità efficace di sviluppo di risorse supportive, è accrescere la capacità di gestione di problematiche psicologiche, di personale non professionista (baristi, tassisti, ecc.).

In ambito psicologico, il termine rete, fa riferimento ai rapporti che intercorrono tra organizzazioni e sistemi sociali del territorio. Attualmente si sono superate molte barriere nell’integrazioni di diverse reti sociali, soprattutto grazie alla specializzazione e alla differenzazione delle prestazioni. In questo modo è stato possibile uno sviluppo di una rete formale di supporto. L’emergere di nuovi bisogni sociali e sanitari, rende evidente la necessità di più figure professionali, integrate e coordinate tra di loro.

In genere, per rendere questo possibile, è necessario avere un centro di responsabilità che svolga funzioni di coordinamento collettivamente riconosciuto, in modo da rendere l’integrazione efficiente e funzionale.

Poiché il passaggio da un modello sommativo ad un modello integrativo richiedere molti cambiamenti, sono diversi i livelli che si modificano: individuale (mentalità), sistemico (diversa rappresentazione del servizio, necessario ma non sufficiente da solo), funzionale (ripensamento alle proprio funzioni), strutturale e psicosociale.

Naturalmente quanto più è ampia la rete, tanto più sono necessari questi interventi di coordinazione. Va però sottolineato che non esiste un tipo di legame adeguato a priori, ma l’efficacia della rete è legata alla capacità di creare legami funzionali all’obiettivo che si è posto, e alle capacità di mutarli con il mutare delle esigenze.