Psicologia generale

La ricerca in psicologia

L’esperimento di Laboratorio

Alla base della ricerca psicologica, c’è l’osservazione. L’osservazione più precisa è quella controllata. Negli esperimenti, lo sperimentatore per controllare la riuscita dell’esperimento, può confrontare i dati rilevati prima di effettuare un esperimento con quelli rilevati dopo. Molti sperimentatori preferiscono usare un “gruppo di controllo”, ossia due gruppi di soggetti, su uno si sperimenta e sull’altro no.

La prima cosa da fare quando si vuole intraprendere una ricerca è quella di selezionare i campioni. Essi sono soggetti estrapolati da una popolazione che presentano le stesse caratteristiche di tutta la popolazione. Per fare questo è necessario procedere con una selezione casuale. Anche nella somministrazione degli esperimenti bisogna procedere in modo casuale, per evitare e/o minimizzare gli errori. L’errore, nel nostro caso, errore sperimentale, lo abbiamo quando la variabile dipendente non è generata dalla variabile indipendente. L’errore sperimentale minaccia la validità interna, ossia la certezza di causa-effetto tra la variabile indipendente e dipendente. Nel momento in cui abbiamo un errore, possiamo fare due cose per correggerlo: controllo e randomizzazione.

Per controllo intendiamo, tenere costante la variabile che influisce sulla nostra variabile indipendente. Per randomizzazione intendiamo, la distribuzione degli esperimenti hai soggetti in modo casuale. Nell’esperimento è importante tener conto della validità esterna, ossia la possibilità di estendere la ricerca; ogni volta che ripetiamo la ricerca i risultati devono essere gli stessi.

I quasi-esperimenti

Parliamo di quasi-esperimenti, quando non possiamo manipolare direttamente la variabile indipendente e quando non possiamo scegliere i soggetti in modo casuale. In questi esperimenti dobbiamo tener conto delle limitazioni e degli errori che possono derivare da essi.

Al di là dell’esperimento di laboratorio: la ricerca osservazionale

Le ricerche che non rispettano le regole del metodo sperimentale, vengono definite non sperimentali. Tra queste c’è la ricerca osservativi, dove lo sperimentatore può decidere di osservare sul campo o in laboratorio, e scegliere se procedere con un osservazione completa, o solo determinati aspetti. Quanto l’osservatore non partecipa all’esperimento si parla di “osservazione naturalistica”, quando invece interagisce, parliamo di “osservazione partecipante”. Naturalmente la ricerca osservativi non permette di manipolare la variabile indipendente e quindi non assicura la relazione di causa effetto.

Il metodo dell’inchiesta

Nelle ricerche non sperimentali, l’inchiesta è una parte importante. Essa presenta dei vantaggi, ma anche degli svantaggi, tra cui la desiderabilità sociale, ovvero la sincerità delle risposte, che può essere la causa di un errore.

L’intervista

Le interviste possono essere suddivise in, strutturate, semi-strutturate e non strutturate. Ossia dove lo sperimentatore non ha libertà di fare domande a piacere, ha possibilità di interagire con le domande preparate, è libero di fare domande.

Un particolare modo di raccogliere dati attraverso l’intervista è quello del “metodo clinico”, dove l’intervistatore pone una domanda e in base alla risposta formula le altre.

La scelta dell’intervista va fatta in base alla ricerca da fare.

Il questionario

Il questionario è un elenco di domande a cui il candidato è tenuto a rispondere. Le domande possono essere aperte o chiese.  La cosa importante nel questionario è quella di evitare domande doppie, dove il candidato non può dare doppia risposta. Nella struttura del questionario è importante fornire le giuste istruzioni per la compilazione.

Il metodo dei test

Un test è uno strumento che comprende prove di diversa natura. Esso deve essere obbiettivo,standardizzato, fedele e valido. Anche se i test hanno dei limiti, restano strumenti di estrema precisione

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Pubblicato da admin - 6 novembre 2010 al 12:08

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Metodi di ricerca in Psicologia

La psicologia è la scienza che studia il comportamento. La psicologia in quanto scienza è empirica, cioè si basa direttamente sui fatti. È obbiettiva, dispone di meccanismi di autoregolazione, cioè teorie precedenti possono essere modificate con nuovi dati, ed è collegata al principio della parsimonia. La ricerca, in psicologia, parte sempre da un ipostesi. Questa ipotesi può nascere da teorie precedenti o da un intuizione. Bluma Zeigarnik, scoprì “l’effetto Zeigarnik”, ovvero la capacità delle persone di ricordare maggiormente dei compiti non portati a termine di quelli portati a compimento. L’effetto Zeigarnik, è stato trovato con il metodo sperimentale. Esistono diversi metodi di ricerca, che vanno scelti in base alle condizioni, e ai soggetti da studiare.

È necessario che lo psicologo, una volta effettuata la ricerca, affronti il problema della misurazione, ovvero la trascrizione dei dati accumulati sotto forma di numeri.

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Pubblicato da admin -  al 12:03

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